Piccolo Rifugio Onlus
Mamma Lucia Fondatrice del Piccolo Rifugio ONLUS
Residenze per disabili
Piccolo Rifugio: sei case che sono anche famiglia per circa cento persone con disabilità, in tutta Italia. Fondatrice: la serva di Dio Lucia Schiavinato.
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Disabilita' e spiritualita' al Piccolo Rifugio
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mercoledì 27 luglio 2011

La commissione Caritas e il gruppo Handicap e spiritualità delle parrocchie del Duomo e di Santa Maria di Loreto in Belluno hanno organizzato un approfondimento sul tema "Handicap e spiritualità... per uno spirito senza barriere...".
Per parlarne hanno scelto, oltre all'esperto Giancarlo Sanavio e al direttore della Villa San Francesco di Facen di Pedavena Aldo Bertelle, anche il Piccolo Rifugio, che del resto ha il suo fondamento nella spiritualità che fa da base all'opera quotidiana per le persone con disabilità.
In rappresentanza del Piccolo Rifugio e dell'Istituto secolare Volontarie della Carità è intervenuta Anna Maria Colella Natale, associata all'Istituto e presente al Rifugio di Vittorio Veneto.
Qui di seguito, oppure qui, la sua relazione, incentrata su Lucia Schiavinato (nella foto piccola) e sulla dimensione spirituale dei Piccoli Rifugi.

Piccolo Rifugio: un luogo caldo in cui si respira aria di accoglienza e serenità.
Sono comunità nate dal cuore, dalla sensibilità, dall'intelligenza di una donna umile e semplice, materna e forte: Lucia Schiavinato, che ha speso la sua vita al servizio di chi aveva bisogno.
Lucia viveva nell'intima comunione con il suo Dio, da questo contatto trovava forza per un'attività intensissima dalla quale fiorirono grandi opere come i Piccoli Rifugi. L'Eucaristia è sorgente e sostegno dell'opera, è questa passione per l'Eucaristia che illumina tutto ciò che Lucia fa. Fino alla fine della sua esistenza, vissuta sempre alla presenza del Signore...
Lucia fondò l'istituto delle Volontarie della Carità: persone che hanno dedicato la loro vita al servizio dei più piccoli, ed in particolare all'assistenza ai disabili.
A loro Mamma Lucia chiedeva di "entrare nell'Eucaristia e di diventare anime di adorazione". Quando si trattò di dare all'Istituto Volontarie della Carità una connotazione chiara che ne rivelasse il carisma originante, pensò di aggiungere ai tre voti di castità, povertà e obbedienza un impegno particolare, oltre che per la partecipazione alla messa, anche per l'adorazione Eucaristica quotidiana e, a volte, anche di notte.

Legò l'Eucaristia ai suoi Rifugi per gli infermi: l'Eucaristia al centro di ogni casa, la cappella il cuore pulsante della famiglia, Cristo Gesù adorato di giorno e di notte.
Lo stupore di tutti: vedere le carrozzelle dei disabili disposte a cerchio davanti all'Eucaristia...

Una inferma ha detto:

Mamma Lucia mi portò a vedere la cappellina e fui colpita da tutta quella gente inferma che stava in adorazione davanti all'Eucaristia. Anche la gente della parrocchia, giovani, bambini adulti, venivano a turno per adorare Gesù Eucaristico.
Egli non era mai solo. E quando a volte ero appesantita e angosciata dalla mia infermità mi ricordavo il luogo che Mamma Lucia mi indicava. Mi fermavo davanti al Santissimo: piangevo e parlavo con Lui, e una grande pace mi entrava nel cuore. Allora capivo che la mia sofferenza ha un grande valore agli occhi di Dio, come mi diceva sempre lei, Mamma Lucia.

Lucia Schiavinato voleva che un grande clima di famiglia allietasse i Piccoli Rifugi: non dovevano essere Istituti, ma luoghi di serenità e di letizia, di calore e di Amore.
Aveva ben compreso che il senso del dolore lo si poteva scoprire soltanto là, davanti all'Eucaristia, davanti a Colui che entra nel cuore dell'infermo e gli parla con il soffio del Suo Spirito e gli fa comprendere quanto lo ama. E solo così c'è lo scambio d'Amore che redime il singolo e tutta l'umanità.
Anche i disabili sono nati per essere qualcosa nella Chiesa. E' il Grande Mistero della Redenzione.
Quanti entravano nella sua casa erano portati da Mamma Lucia al grado altissimo di comprensione della sofferenza accettata per Amore di Colui che è andato alla croce per Amore e a cercare lì luce e grazia.
Lucia diceva che ogni Piccolo Rifugio è per il mondo un Vangelo aperto...

Ma voi al Piccolo Rifugio avete anche una cappella?

Certo. Avere una cappella vuol dire la S. Messa domenicale e infrasettimanale. Vuol dire organizzare momenti di adorazione Eucaristica. Vuol dire rispettare le funzioni dei tempi liturgici con gli ospiti della casa. Vuol dire cercare, attraverso qualche incontro organizzato, di far conoscere agli ospiti che da qualche parte c'è anche Dio nella loro vita.
Rispondendo alla domanda ho avuto la conferma della grandezza dei nostri Piccoli Rifugi: lì dentro i ragazzi sono nel cuore di Dio. Sono accolti, prima che dalle persone, dallo Spirito dell'Eucaristia che è e rimane sorgente e sostegno di tutta l'opera dei Piccoli Rifugi. Le persone accolte devono essere sì curate nel corpo. Ma, secondo il disegno Divino, attraverso il carisma Eucaristico di Mamma Lucia di cui sono impregnate anche le mura, devono essere curate anche nello Spirito. Dobbiamo elevare il loro animo alle finezze e delicatezze dell'Eterno...

Anna Maria

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