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Piccolo Rifugio: sette case che sono anche famiglia per circa cento persone con disabilità, in tutta Italia. Fondatrice: la serva di Dio Lucia Schiavinato.
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Davide Parezzan e Gaia Zoppellaro, dal liceo Messedaglia al Piccolo Rifugio
(1) Commenti

giovedì 5 luglio 2018

Al Piccolo Rifugio l'alternanza lavoro è quasi sempre un successo.
Lo è, in particolare, al Piccolo Rifugio di Verona in questa estate. Dopo avere accolto Sirian, David e Gaia dell'istituto Sanmicheli , tra fine giugno e inizio luglio abbiamo avuto la fortuna di avere con noi Davide Parezzan e Gaia Zoppellaro, alunni di terza del liceo scientifico Messedaglia di Verona.

Per il Piccolo Rifugio sono un arricchimento, per le donne e uomini con disabilità del Piccolo Rifugio la loro presenza è una gioia.

"A scuola - comincia a raccontare Davide - ci hanno presentato un elenco di proposte per l'alternanza scuola lavoro: c'erano farmacie, distretti sanitari, studi di avvocati e commercialisti...e c'era il Piccolo Rifugio. Ho scelto di venire qui pensando che qui potevo essere me stesso e dare il massimo.
E di soddisfazioni ne ho ricevute tante in queste tre settimane!
Ad esempio, siamo riusciti a coinvolgere Gianluca, uno degli ospiti, attraverso la musica. All'inizio era chiuso e timido, ma poi spronandolo siamo arrivati a ...pomeriggi interi passati a cantare tutto il repertorio di Adriano Celentano.
Oppure, un giorno mi sono trovato con Anatolie in ascensore, e mi ha raccontato del suo forte desiderio di suonare. Abbiamo provato insieme con la tastiera... e gli è piaciuto.
Ma anche semplicemente ricevere un grazie o un sorriso da loro mi lascia... un po' così..." - e dietro questa formulazione vaga si celano sentimenti forti.
"Sono sempre stato motivato -aggiunge Davide - a mettermi a disposizione degli altri. Perché renderti utile agli altri serve anche a renderti felice".

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Cosa fai se fai alternanza al Piccolo Rifugio

Alternanza scuola lavoro al Piccolo Rifugio significa condividere la vita quotidiana delle nostre persone con disabilità, affiancando le educatrici.
Davide e Gaia, ad esempio, hanno aiutato gli ospiti a confezionare bomboniere, hanno partecipato ai laboratori artistici, sono venuti alle uscite - ad esempio alla festa Muovimenti.

Di certo, se fai alternanza scuola lavoro al Piccolo Rifugio non fai fotocopie né te ne stai in un angolo a guardare. Se vuoi passare l'alternanza scuola lavoro a girarti i pollici, non venire da noi.

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Gaia: tornerò come volontaria

"Mi ha sempre interessato lavorare nel sociale - dice Gaia-, anche perché mia mamma mi ha sempre parlato bene del suo lavoro per una cooperativa, E quindi sono contenta di poter fare questa interessante esperienza.
Nella mie tre settimane ho cercato soprattutto di coinvolgere le donne e gli uomini del Piccolo Rifugio: ad esempio nei laboratori di arte e sartoria, ma anche nelle attività di cura di sé: ho aiutato le ospiti, ad esempio, a mettersi una maschera sul visto o una forcina nei capelli per sentirsi più belle".

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"Mi sono accorta che il semplice chiacchierare per loro vale tanto, e si affezionano tantissimo a chi dedica loro del tempo, in particolare dedicare loro del tempo individualmente.
Mi ha colpito che continuavano a chiedere di me anche nella settimana in cui sono stata assente...
Sono tutte persone d'oro, e ciascuna con una storia da raccontare: storie da pelle d'oca, e persone a cui mi sono affezionata tantissimo. Tanto che penso proprio che finita l'alternanza continuerò a prendere parte alla vita del Piccolo Rifugio da volontaria".

"Il momento più bello? Quando abbiamo organizzato il karaoke: Davide suonava la chitarra, io cantavo...e ci siamo divertiti molto noi, e anche loro".

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Per il successo di questa esperienza il Piccolo Rifugio ci tiene a ringraziare anche la professoressa Loredana Baldo, attenta tutor degli studenti dell'alternanza scuola lavoro.

***

Ed ecco come Davide e Gaia riflettono sulla loro esperienza -e toccano le corde del cuore di noi del Piccolo Rifugio.

La nostra esperienza al Piccolo Rifugio

Ci siamo chiesti quale fosse il nostro vero compito e per quale motivo avessimo scelto di venire qua al Piccolo Rifugio.

Tutto si è mosso dal bisogno di fare un'esperienza diversa dal solito, sperimentando il lavoro all'interno del settore sociale e anche dal bisogno di conoscere le storie e le vite di persone speciali, come quelle che abbiamo avuto la fortuna di conoscere.

Abbiamo cercato di offrire allegria e gentilezza gratuitamente, di sorridere e di
renderci sempre disponibili
verso tutti senza voler ricevere mai nulla in cambio.

Abbiamo trovato un bel gruppo che ci ha accolti caldamente e all'interno del quale ci siamo inseriti con facilità, instaurando forti legami con persone che, con i loro pregi e difetti, ci hanno trasmesso il loro bisogno non solo di assistenza, ma anche di compagnia, affetto e ascolto e non di solitudine.

Non sono mancate grandi soddisfazioni che ci porteremo per sempre dentro di noi.

Abbiamo scoperto in loro grandi potenzialità, che molto spesso non vengono fatte emergere o vengono sottovalutate.

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Ci sentiamo ci dover ringraziare tutto il personale che ci ha seguito: le educatrici Giorgia, Virginia e Silvia che ci hanno permesso di mettere in gioco le nostre capacità; le operatrici e la coordinatrice Roberta, le quali hanno dimostrato una gentilezza, disponibilità e professionalità a dir poco sbalorditive.
Ma il grazie più grande va a Tania, Cinzia, Daniela F., Girolamo, Graziella, Francesca, Luigina, Gianluca, Anatolie, Judith, Jessica, Daniela P., Carla ed Erica, nei confronti dei quali non riusciremo mai a ricambiare tutto quello che hanno saputo donarci: dalle emozioni, all'entusiasmo, alla voglia di vivere senza mai
arrendersi.

Le loro storie ci hanno colpito profondamente e ci hanno arricchito di una sensibilità maggiore.

Grazie,

Gaia e Davide.

 

Commenti:
martedì 10 luglio 2018
Ragazzi siete grandi 👄👄👄

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