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La cappella del Piccolo Rifugio di San Dona' racconta il legame tra Lucia e Maria
(1) Commenti

lunedì 14 luglio 2014

"Padre... ora dovrei parlarle della Vergine... Come Gesù posava Bambino tra le braccia della Madre, protetto, nutrito, vegliato con infinito amore, così la Chiesa posa ora tra le braccia di Maria che in essa ravvisa per i secoli, le membra del Figlio Suo. E' dolcissimo tutto ciò: ciascun figlio è vegliato da Maria, come era vegliato il Figlio... Sì, io amo Maria..."

Sono alcune espressioni della risposta di Lucia alla richiesta del suo direttore spirituale di parlargli del suo rapporto con la Santa Vergine. È il 14 luglio 1939. La devozione mariana in Lucia non conosce però i toni di certo sentimentalismo religioso. Un giorno ricorderà alla sue compagne di "volere amare Maria nel modo più intelligente e gradito a Lei". Vi è infatti una grande intelligenza spirituale nel legame che la fondatrice delle Volontarie della Carità ha con la Madonna. A chi le potrebbe rimproverare che "è quasi venale pensare la Vergine come una creatura che ci deve servire", Lucia risponde che di fatto "la Vergine deve servire, vuole servire Gesù suo figlio, nell'anima tua e nella tua vita".

La "dolcissima" relazione che il credente è chiamato a instaurare con Maria non si riduce ad uno stato di benessere spirituale, ma apre ad una vita di missione. "La tua volontà riceverà impulso continuo - scrive ancora Lucia alle sue compagne - Non rimanere sola nella tua relazione con la Vergine, tra te e lei. La Vergine ha ricevuto in eredità il mondo intero delle anime. Il tuo compito apostolico è sempre arduo: si tratta di anime".

Lucia guarda a Maria di Nazareth come a Colei che, avendo stretto l'unione più profonda con Gesù, non lo trattiene per un proprio godimento spirituale.

madonna

C'è, nella cappella del Piccolo Rifugio di San Donà, una statua della Vergine che ben rappresenta l'agire mariano di chi ha incontrato Cristo. La Madonna non stringe tra le sue braccia il piccolo Gesù, di chi vuole trattenerlo per sé, ma lo mostra, lo espone alla vista di chi viene a pregarla. Sembra quasi dire: "Eccolo, è Lui, te lo dono!". Il bambino Gesù tiene a sua volta le braccia aperte. E' tra quelle braccia, come ad un porto sicuro, che Maria ci invita a far approdare la nostra vita.
E' una donna missionaria, la Vergine che Lucia ama e ci invita ad amare. Come Maria, Lucia sarà sempre una donna "in uscita". C'è "il mondo intero delle anime che attende". Però non è sempre facile vivere una tale disponibilità. Allora,"chi più di Maria può aiutarti ?... Fatti aiutare. Ti secca, ti annoia, ti pesa qualcosa nel servizio del prossimo ? Perché non parlarne alla Madre, e pregarla di aiutarti a superare te stessa, a mettersi con te?"
Lucia è profondamente convinta di quanto Maria collabori all'opera di configurazione a Cristo di ognuno di noi. "Il suo è un lavoro di finissimo cesello: lasciamola fare... Ella sa ciò che occorre ad ognuna, perché i lineamenti del suo figlio siano veramente originali".

cappella piccolo rifugio san dona'

C'è, sempre a San Donà, un ostensorio, eseguito in modo originale, voluto da Lucia, dove la raggiera con la teca dell'Eucaristia è sostenuta dalla Vergine stessa . Ancora una volta, in modo visivo, ci viene ricordato che ogni cristiano è chiamato ad essere come Maria, un ostensorio vivente. Non abbiamo altro da mostrare al mondo che Gesù. Ogni nostro servizio sarà sempre più autentico se si farà pura trasparenza dell'amore di Dio, altrimenti varranno anche per noi le dure parole dell'Imitazione di Cristo: "Sembra che tu lo faccia per vero amore, mentre lo fai per amore di te stesso".
Lucia ha compreso che la vera devozione a Maria è l'affidamento di sé a Colei che ci spinge a uscire da noi stessi, per andare incontro al Signore nei fratelli.

Don Antonio Guidolin

(fotografie di Susanna Paulon)

Commenti:
martedì 8 luglio 2014
COMPLIMENTI DON ANTONIO!!!! SEI GRANDE.

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