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Il Vangelo e Lucia – Domenica 22 gennaio 2012
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giovedì 19 gennaio 2012

Il Vangelo e Lucia - 22 gennaio 2012

Terza domenica del tempo ordinario - Anno B

Dal Vangelo di Marco 1,14-20

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori.
Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, mentre anch'essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedèo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.

Per Gesù non poteva esserci momento più rischioso per iniziare la sua attività pubblica: Erode aveva appena fatto arrestare Giovanni, il battezzatore, che aveva osato denunciare l'immoralità del potente di turno.
Eppure il Signore non conosce tempi "adatti"o "favorevoli" per annunciare la gioiosa notizia delle vicinanza di Dio , perché è la notizia stessa del Vangelo che rende ogni tempo "adatto" e "favorevole".
Anzi talora è proprio "nel cuore delle loro angosce che i nostri contemporanei hanno bisogno di conoscere la gioia. E' nel cuore delle loro angosce che i nostri contemporanei hanno bisogno di conoscere la gioia, di sentire il suo canto" (Paolo VI).
Accogliere l'annuncio del "Regno di Dio" è aprire il cuore alla più sorprendente, e pure attesa, delle notizie: Dio si manifesta con tutta la sua bontà, mitezza, provvidenza, nella tua vita. Dio ti vuole un bene folle...Se tu sai dare fiducia a questo Dio non puoi che convertirti, cioè cambiare direzione alla tua esistenza. Sarai irresistibilmente attratto da lui.

Basta lo sguardo, basta la parola

Così accadde a due coppie di fratelli quando incontrarono Gesù mentre erano intenti al loro lavoro di pescatori. Bastò quello sguardo e quella parola forte e dolce: "Seguitemi", perché tutta la loro esistenza fosse attratta da quell'uomo e condividessero la sua esistenza. Gesù non chiede loro particolari prestazioni o competenze. Li invita ad andare dietro a lui. E' il segreto della vocazione. Si
può seguire il Signore, con il dono di tutta la vita, solo se ci si lascia "sedurre" da Lui.
A Gesù solo si può applicare in positivo il termine "seduttore", nel senso di "condurre a sé", perché Dio solo può sedurre veramente il cuore umano.

Tutto o niente?

Chi si lascia sedurre da Cristo vede relativizzarsi tutto nella propria vita, o meglio, vede tutto ritrovare il suo giusto ordine. Un detto monastico ricorda che :"Cristo o è tutto o è niente". Se Cristo diventa il tutto della propria vita, sarà Lui stesso a condurci a scoprire il giusto valore di tutto. Se andare dietro a Cristo domanda
la capacità di "lasciare le reti e il padre", non significa che le realtà umane vengano annientate, bensì accade quello che meravigliava di alcuni personaggi del celebre romanzo "Il Signore degli anelli". Di essi si diceva che : "erano rimasti stranamente resistenti ed era difficile impaurirli... E quell' amore inesauribile per tutte le cose buone era dovuto al fatto che sapevano, se necessario, farne a meno".
Che altro sono i cristiani se non uomini e donne profondamente liberi e resistenti ad ogni avversità, per aver trovato in Cristo il cuore della loro vita ?

Per Lucia la voce di Cristo fu irresistibile

Lucia, che ha conosciuto l'irresistibile voce di Cristo, scriveva: "Non c'è fatto più personale della chiamata che Dio fa ad un'anima.
Egli non chiama le sue anime a frotte...alla stessa maniera; bensì chiama le anime una ad una e in modo diverso una dall'altra... Trovatala, chiama l'anima : le mette davanti l'ideale di una vita donata , piena, traboccante... La voce del Cristo è irresistibile: l'intimità col suo cuore, la sete del suo amore, l'affascinante visione del bene da compiere... Prima di tutto e al di sopra di tutto, vale conoscere e capire l'amore di Cristo"

Don Antonio Guidolin

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