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Piccolo Rifugio: sei case che sono anche famiglia per circa cento persone con disabilità, in tutta Italia. Fondatrice: la serva di Dio Lucia Schiavinato.
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San Dona' - Un dono per lo spirito, ieri come oggi
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giovedì 17 marzo 2011

Settant'anni fa, il 28 aprile 1941, veniva benedetta e inaugurata la cappella del Piccolo Rifugio di S. Donà (nella foto). Si compiva così in tutta la sua verità l'espressione di Lucia: "Il primo Rifugio è nato con il primo ostensorio". Se nei primi anni non c'era ancora una chiesetta per l'adorazione, si era però adattata una stanza perché divenisse il cuore orante del Rifugio.
Alla morte del padre, Lucia poté acquistare con i soldi dell'eredità una villa adiacente la casa paterna. Tra le due abitazioni c'era giusto il posto per potervi costruire una cappella costruita su progetto del geometra Attilio Rizzo, presidente della San Vincenzo maschile, che morirà nel lager di Mathausen il 15 gennaio 1945.

Lucia aveva atteso con un appassionato desiderio la realizzazione di questo luogo di preghiera eucaristica. Nei giorni precedenti l'inaugurazione aveva scritto al suo direttore spirituale: "Chieda a Nostro Signore che questa cappella serva a raccogliere le anime e alimenti la vita interiore della quale abbiamo tanto bisogno, qui a San Donà ".
La donna dinamica e tutta presa dall'attenzione ai più poveri e fragili sapeva che la sorgente di ogni impegno e realizzazione caritativa stava nell'Eucaristia. Non solo per lei, ma per tutta la parrocchia.

Sul foglietto parrocchiale viene così descritta, per tutta la popolazione, la finalità della cappella: "Essa è destinata all'Adorazione perpetua del Santissimo sacramento. E' stata costruita per questo scopo. E le anime che entrano in quella cappella si sentono prese subito da un bisogno irresistibile di preghiera, di raccoglimento, di adorazione. Vicina al centro e tuttavia in un luogo tranquillo e quasi solitario, linda, soffusa di luce riflessa, piena di decoro e signorilità, ma sobria e graziosa, la nuova cappella è veramente la casa per gli incontri silenziosi delle anime con Dio".

Sempre al suo direttore spirituale Lucia scriverà il giorno stesso dell'inaugurazione: "Padre, ecco, Nostro Signore è insediato nel nuovo Trono Eucaristico ...Sono contenta in quanto nostro Signore è qui, con me, e spero mi costringa ora ad amarlo senza misura. Contenta anche che le anime abbiano un ritrovo raccolto con l'Eucaristia, perché spero in un incremento della loro vita interiore".
Prima che fosse ultimato il tabernacolo Lucia fa murare nel basamento dell'altare una preghiera in cui chiede la protezione di Dio per la città, per il Piccolo Rifugio, per i soldati in guerra e per quanti hanno dato il loro aiuto per la costruzione dalla chiesetta. La supplica termina con un'accorata richiesta al Signore affinché in quella cappella "le anime si plasmino all'Amore Eucaristico, e nel silenzio interiore trovino la pace e il segreto di rendere intensamente feconda nel bene la loro vita".

A distanza di settant'anni i desideri di Lucia rivestono un'attualità ancor più forte. Stiamo perdendo la vita interiore. Giustamente siamo preoccupati per i disboscamenti selvaggi, perché un bosco è un polmone vegetale che ci fornisce ossigeno. Non altrettanto, però, temiamo un altro disboscamento, quello di persone e comunità in preghiera. Senza rendercene conto la nostra vita interiore muore di asfissia e di inquinamento.
La presenza di un luogo di preghiera e di adorazione eucaristica come la chiesetta del Piccolo Rifugio è per San Donà un dono da conservare con gratitudine e da alimentare con impegno.
E' pure un richiamo per tutti a trovare quei luoghi di silenzio e preghiera che ci rinfrancano nel nostro cammino di fede e nel nostro servizio ai fratelli. Quel "deserto nella città", fatto di raccoglimento, di cui parlava il grande amico di Lucia, fratel Carlo Carretto, è molto più raggiungibile di quanto pensiamo. Basta varcare la soglia delle nostre chiese, e se poi ce n'è una , come quella del Piccolo Rifugio, dedicata all'adorazione eucaristica, l'occasione è ancora più bella e da non perdere.
don Antonio Guidolin

Commenti:
mercoledì 13 aprile 2011
Musile di Piave 12.04.2011 Ciao, mi chiamo Anna, da non molto faccio parte degli adoratori di Gesù Eucaristia al Piccolo Rifugio una piccola grande comunità, dove trovo tanto amore. All'inizio facevo fatica ad andarci, per questi miei fratelli diversamente abili, perchè sofferenti mi sentivo a disagio, poi piano piano vedevo nei loro volti gioia, serenità e pace nonostante tutto. Mi sono sentita accolta in una grande famiglia dove siamo tutti uguali, sono loro che danno coraggio e forza quando mi sento giù. Nell’incontro con Gesù Eucaristia trovo forza e coraggio, nella mia crescita spirituale, parlo con Lui e Lui con me è uno scambio continuo, ma sono sempre io che torno a casa con qualcosa in più. E grande l’amore che sento quasi inspiegabile non riesco a trovare le parole per esprimermi per dire quanto è grande l’Amore del Signore. Un grazie a tutti che con tanta umiltà ci accolgono, un grazie a Don Bruno per le sue omelie e disponibilità. “il Piccolo rifugio un oasi di comunione e spiritualità per l’anima e corpo con Dio e i nostri fratelli”
mercoledì 30 marzo 2011
E... c'è una chiesetta... un luogo sereno e tranquillo, .... Ove nel silenzio, .... di un andirivieni che solo in Dio riposa la nostra anima, .... ..... Ami il tuo Signore??? E allora vieni, ....riposati,... nelle sue fresche acque accoglierai il Dono dei Suoi più arditi silenzi.. Carla
venerdì 18 marzo 2011
non posso che ringraziare per questa stupenda riflessione. bisognerebbe proporla a tanti per non dimenticare lo scopo primigenio dell'esistenza dei rifugi e di quanti vivono in essi ed attorno ad essi. non dovremmo aver paura di lasciarci prendere da questa attrazione...teresa
venerdì 18 marzo 2011
Parole vere e intense, a volte presi dalla nostra vita intensa non riusciamo a crescere spiritualmente e questo ci porta a cuori aridi. Nella chiesetta del Piccolo Rifugio si respira tanta pace. Letizia

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