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Il Vangelo e Lucia – Domenica 18 luglio 2010
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mercoledì 14 luglio 2010

Sedicesima domenica del tempo ordinario - Anno C

Dal Vangelo secondo Luca 10,38-42

In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò.
Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi.
Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t'importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c'è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».


Gesù aveva da poco narrato l'avventura della carità vissuta da un samaritano. L'episodio si era concluso in una locanda dove l'uomo ferito aveva avuto le cure necessarie. Ora anche Gesù, il vero buon samaritano, cerca una locanda per sé. Pure Dio conosce la stanchezza e mendica "l'olio e il vino" di un'amicizia accogliente. Da tempo sa di poterla trovare nella casa degli amici di Betania. Lui, Lazzaro, così silenzioso, è forse segnato da qualche infermità se di lì a poco verrà a coglierlo la morte. Poi ci sono loro, le due sorelle, così diverse e così complementari. Anzitutto Marta, la vera padrona di casa. E' lei che ora, come in altre occasioni, interviene per prima. Non sa trattenere il disappunto per essere stata lasciata sola in cucina da sua sorella Maria. E rinfaccia apertamente la cosa all'ospite. Vuol sapere perché Gesù non scuote Maria, affinché si dia da fare invece di star seduta ai suoi piedi, in ascolto di quanto lui sta dicendo.
A più di qualcuno la povera Marta, indaffarata e trascurata e per di più rimproverata, sembra trasmettere un'istintiva simpatia. D'altra parte, a leggere bene il racconto, ciò che ella sta facendo richiama una delle realtà fondamentali della comunità cristiana: il servizio. Quei "molti servizi" da cui è tutta presa suonano, infatti, nel testo originale greco, con un termine prezioso per il Nuovo Testamento "diaconia".
Gesù è tutt'altro che accondiscendente con la richiesta stizzita di Marta. Indica invece Maria come colei che "si è scelta la parte migliore".

Gesù non critica Marta perché lavora, ma per come lo fa

Nel nostro molteplice attivismo, anche pastorale, fatichiamo nel comprendere questa valutazione di Gesù. Da dove nasce la nostra fatica? Dal contrapporre le due sorelle nelle loro diverse situazioni. Si è voluto vedere in Maria la rappresentante della vita contemplativa che non si sporca con i problemi di ogni giorno, quello che, invece, devono affrontare chi è genitore, chi impegnato nel sociale o in politica, o anche chi è prete, tutto preso da molteplici incombenze. Di tutti costoro Marta sarebbe l'ideale capofila, come colei che, per la sua vita attiva, non può permettersi molte preghiere e soste meditative.
Ciò che, invece, dimentichiamo è che Gesù non rimprovera Marta perchè lavora, ma per come lavora: "tutta tesa, preoccupata, agitata". Marta sta facendo qualcosa di molto grande: sta servendo Gesù, eppure non è Lui il cuore della sua vita, bensì se stessa, la propria riuscita.

Maria ha scelto di mettere Gesù al primo posto

Se Maria è lodata da Gesù non lo è per la sua tranquillità, ma per la scelta di "partire con il piede giusto". Qual è la parte migliore che Maria ha scelto? Non certo una posizione di riposo, ma Gesù stesso. Con il salmista anche Maria di Betania può cantare: "Il Signore è mia parte di eredità, nelle tue mani è la mia vita". Ella conosce cosa significhi per il suo popolo quella "parte di eredità". E' la parte che il Signore ha riservato ad Aronne e alla tribù di Levi nella divisione della terra promessa tra le varie tribù. Non avrebbero avuto alcun possesso nel paese, perché Dio aveva detto loro: "Io sono la tua parte e il tuo possesso". Maria scegliendo la parte migliore non ha scelto qualcosa da mettere vicino ad altre cose, ma ha scelto il tutto: ha scelto Gesù.
Quando Gesù è al primo posto, come per Maria, poi tutto ritrova il suo giusto posto.
Quando arriva il tempo in cui il servizio si scontra con il "chi me lo fa fare?", come per Marta, tutto continua perché Gesù rimane sempre al centro di ogni mia azione.

Lucia è Marta e Maria: sa che l'azione nasce dalla preghiera

Più che singole affermazioni, è la vita stessa di Lucia il miglior commento a questa pagina evangelica. Lucia ha saputo riconciliare in sé le due sorelle di Betania. Potremmo quasi riassumere la sua vicenda umana e spirituale dicendo che di giorno Lucia era Marta e di notte diventava Maria. Del resto come poteva reggere ad una attività così intensa a favore di tanti sofferenti se non sapeva attingere forza a quella sorgente segreta che è lo stare accanto al Signore in preghiera? Ma nella serva di Dio non c'è solo il bilanciamento di preghiera e azione, ma la forte coscienza che l'azione nasce dalla preghiera. "Alla base di tutto - scrive alle Volontarie - se vuoi riuscire ad essere una brava missionaria ed una buona apostola, metti i tuoi indugi nelle tue adorazioni notturne e diurne, i tuoi indugi davanti al tabernacolo (...) E' disposto a far miracoli per sostenerti, ma devi dipendere da Lui (...) Da soli non si combina niente".

Don Antonio Guidolin

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