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Verona – Suoni e colori dell'arrivo delle Volontarie della Carita'
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lunedì 30 agosto 2010

Il gruppo di Volontarie della Carità ed Associati giunto dal Brasile in Italia per partecipare all'assemblea dell'Istituto secolare ha colto l'occasione per una serie di visite ai Piccoli Rifugi. Una delle tappe, a fine luglio, come già avevamo raccontato, è stata Verona.
Ecco le
foto della visita delle Volontarie che ci ha inviato Gianmauro Mauri, volontario di lunga data del Piccolo Rifugio.
Sotto le foto, il suo racconto della visita delle Volontarie. Un contributo di cui lo ringraziamo.


Già da qualche tempo ero stato reclutato da(lla Volontaria della Carità) Gabriella per un impegno definito importante che mi avrebbe occupato per un intero fine settimana. Sapevo solo che avrei dovuto fare da autista ad un gruppo di Volontarie che venivano in Italia dal Brasile per l'assemblea dell'Istituto.
La mattina del 24 luglio, con qualche decina di minuti di anticipo, siamo partiti, Gabriella con la propria macchina ed io con il pulmino del Piccolo Rifugio, per raggiungere la stazione ed accogliere le nostre "turiste". Sfidando il sole già cocente, abbiamo atteso l'arrivo del treno accanto alle vetture.
All'improvviso, attirato da un crescente vocio, ho notato un gruppo multicolore di una decina di persone che si stavano avvicinando e che attiravano l'attenzione dei passanti, che guardavano meravigliati e sorridenti: erano loro.
Alcuni passi veloci, quasi di corsa, grida di felicità e poi tanti abbracci e saluti.
Superato il primo momento di scompiglio, durante il quale mi chiesi anche come avrei ricordato tutti quei nomi, diversi dai nostri e pronunciati così velocemente, riordinai le idee e suggerii di partire subito per una prima visita alla città.
Raggiunto il santuario della Madonna di Lourdes, costruito sui resti di un carcere, nel quale durante la seconda guerra mondiale sono stati imprigionati, torturati e trucidati uomini sostenitori di giustizia e di libertà, oltre a religiosi che avevano assistito ed aiutato i prigionieri dei campi di concentramento, dopo un momento di devozione, abbiamo potuto ammirare dall'alto la città vecchia, con i suoi innumerevoli campanili e chiese emergenti dai tetti, abbracciata gelosamente dalle anse dell'Adige.
Incombendo l'ora di pranzo, radunati tutti gli ospiti, ci siamo diretti verso il Piccolo Rifugio attraversando la città i cui palazzi e monumenti hanno destato la meraviglia del gruppo.
Arrivati a casa, le "brasiliane" hanno ricevuto il benvenuto da parte delle ospiti, delle Volontarie e del personale ed è seguito il pranzo.
Nel pomeriggio, subito dopo il caffè, siamo partiti per una visita a piedi della città.
La maggiore "difficoltà" incontrata nella mia inconsueta veste di cicerone non è stata quella della scelta del percorso e della illustrazione dei luoghi più suggestivi, ma quella della gestione delle macchine fotografiche. Infatti mi venivano regolarmente consegnate da parte di tutti e dovevo con ciascuna, oltre che con la mia, immortalare il gruppo o i singoli ospiti nelle storiche piazze o davanti a celebri monumenti.
Il tempo è passato velocemente e, dopo una corsa al Piccolo Rifugio, ci siamo recarci poi nella frazione di Parona dove ci aspettava don Mario Urbani (già parroco della parrocchia del Piccolo Rifugio ed amico delle Volontarie) per la santa messa prefestiva, assistito dal diacono Gabriele. Anche qui le "brasiliane" hanno avuto modo di attirare l'attenzione dei meravigliati parrocchiani con i loro canti, accompagnati dal ritmico suono di un tamburo, e con la cerimonia della consegna del Vangelo al celebrante.
Alla fine della celebrazione, dopo una breve illustrazione delle attività svolte in Brasile dalle Volontarie, sono seguiti i ringraziamenti per la donazione da parte della comunità parrocchiale tramite il proprio parroco.
C'è stato poi un momento conviviale durante il quale si è potuta consolidare l'amicizia tra il gruppo e i fedeli presenti.
Il giorno successivo le ospiti hanno assistito alla messa nella chiesa di Santa Maria Regina, nella cui parrocchia ha sede il Piccolo Rifugio di Verona, e nel pomeriggio sono state accompagnate alla stazione per il rientro a San Donà
Devo ammettere che al ritorno, con il pulmino vuoto, ho sentito un po' di nostalgia di quell'allegro vocio, dei festosi canti e di quel coinvolgente ritmo del tamburo.
Gianmauro Mauri

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