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Il Vangelo e Lucia – Domenica 5 settembre 2010
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lunedì 30 agosto 2010

Ventiduesima domenica del tempo ordinario - Anno C

Dal Vangelo di Luca 14,25-33

In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù. Egli si voltò e disse loro:
«Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. .
Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo.
Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: "Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro".
Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l'altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace.
Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo».


La radicalità di Gesù, e dei grandi testimoni della fede

"Siccome molta gente andava con Lui...". E uno subito immagina il senso di gratificazione che Gesù avrà provato nel vedersi seguire da tante persone. Siamo tutti così sensibili a valutare la riuscita di ciò che facciamo dai numeri che sappiamo raccogliere attorno a noi. Ora invece le parole del Signore arrivano come acqua sul fuoco dell'entusiasmo popolare.
Seguire Gesù domanda una decisione radicale: tutto va subordinato all'amore per Lui.
Luca mantiene un ebraismo che, per quanto lo si voglia spiegare o addolcire, rimane urtante: "Chi non odia suo padre, sua madre (...) la stessa sua vita, non può essere mio discepolo". E' chiaro che Gesù non chiede il disprezzo del quarto comandamento o il rifiuto delle relazioni umane. "Odiare" ha il valore di "posporre decisamente", di subordinare tutto alla scelta di Gesù, come primo amore. Mantenendo la durezza di quel termine, che Matteo attenuerà con "amare di più..." (Mt 17,37). Luca vuole mettere in luce tutta la serietà della sequela di Cristo.
I grandi testimoni della fede hanno sempre saputo richiamare tale radicalità, oltre che con la loro vita anche con richiami espliciti. Scriveva frére Roger: "Scegliere il Cristo è questione di tutto o di nulla, non c'è giusto mezzo. Arriverai fino a portare nel tuo corpo i segni del Cristo e il fuoco del suo amore? Questi si riconoscono quando puoi dirgli: 'Mi hai amato per primo , tu sei la mia gioia, il mio amore essenziale, ciò mi basti!'"

Il tutto o niente di Lucia

Lucia Schiavinato scriveva a pochi mesi dalla sua morte: "Vi supplico: prendete paura se, revisionandovi, constatate che Cristo non è veramente l'amico, il pensato, il desiderato con la sete di scoprirlo sempre più e di vivere e far vivere l'amore che lo ha portato a stare con noi sulla terra".
Non è di un "amoruzzo" sentimentale che Lucia si accontenta, anzi lo rigetta come insidia ad un'adesione sofferta, ma totale e gioiosa, al Signore. Lucia è donna del "tutto o niente".

Sai qual è il prezzo da pagare per seguire Gesù?

Gesù è consapevole di chiedere qualcosa di molto impegnativo. Per questo dopo aver enunciato le esigenze della sequela introduce due piccoli esempi. Sii come colui che prima di costruire una torre o di attaccare il nemico valuta bene i suoi mezzi finanziari o militari. E' il richiamo a non prendere alla leggera le esigenze della vita cristiana. Gesù non vuole scoraggiare, ma neppure illudere che dietro a Lui si possa andare solo per "sentirsi bene", o per trovare un calmante per i dolori della vita. La sequela di Gesù domanda di essere pronti a dare tutto fino in fondo. Sei consapevole di ciò? Sai bene quale è il prezzo da pagare?
Seguire Gesù è "grazia a caro prezzo", ci ha ricordato il pastore luterano Bonhoeffer (nella foto piccola), negli anni in cui la reazione al nazismo chiedeva ai credenti in Gesù di confessare la loro fede fino al disprezzo della vita. "E' a caro prezzo, perché l'uomo l'acquista al prezzo della propria vita, è grazia perché proprio in questo modo gli dona la vita".

Non chiede i nostri servizi, ma il nostro amore

E chi può dirsi fatto per una tale radicalità? Ancora una volta. non si vuole forse fare del cristianesimo una scuola per i più forti? La risposta può venire solamente dall'intimo incontro con colui che sembra chiedere troppo. Incontrare Cristo è scoprire che dal suo cuore un'onda d'amore si riversa soprattutto nei cuori dei peccatori pentiti.
"Gesù esige non tanto i nostri servizi - scrisse madre Basilea Schlink - quanto invece, prima di ogni altra cosa, un amore personale che faccia convergere tutto su di Lui, che lo inondi, che voglia offrirgli doni e sacrifici senza misura, un amore a cui importi di lui, di Gesù".
Con quella radicalità che la caratterizzava, Lucia continua ancora a dirci quanto scriveva alle sue Volontarie: "Noi siamo di Dio, e vogliamo entrare sempre più in profondità di relazione con Lui. Costi quel che costi....Siate audaci, siate sincere, siate totali. Cristo è l'Alfa e l'Omega, senza di Lui niente".

don Antonio Guidolin

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